Per giorni ci racconteranno dell'urna malefica di Nyon, che peggio di così non poteva andare, e che sfiga incontrare Arsenal, Liverpool e Real Madrid.
Ma perché? Perché il fine ultimo è solo ed esclusivamente il risultato, mai il divertimento.
Per il libero è stato un sorteggio entusiasmante: Milan, Inter e Roma, le migliori espressioni del calcio italiano per mentalità, organico e gioco praticato, potranno confrontarsi con tre solidissime realtà europee. Saranno tre ottavi da spettacolo, partite da godere.
Il libero preferisce un sorteggio così piuttosto che sorbirsi Roma-Porto, Inter-Schalke e Milan-Olympiacos.
E poi, se il Milan è campione del mondo, l'Inter inarrestabile e la Roma super-spettacolare, perché dovrebbero aver paura?
venerdì 21 dicembre 2007
Cose che sono successe
Il Milan ha vinto il Mondiale per club, confermando la sensazione che tutti hanno sottolineato: nella partita secca è la squadra più forte del mondo. Punto. Il risultato del derby, qualunque sia, non cambierà lo stato dei fatti - anche se a livello assoluto il libero è convinto che l'Inter sia più forte come organico.
Nel Milan quasi sempre e quasi tutto il merito è di Kakà. Al libero non sarebbe dispiaciuto vedere presto un confronto con Real Madrid o Barcellona, ma anche l'Arsenal negli ottavi di Champions non è male: se i ragazzini di Wenger continuano a correre come stanno facendo e a correre senza troppo pensare, il Milan dei vecchietti non arriva nei quarti, perché l'esperienza potrebbe non bastare. Restando ai sorteggi: passa l'Inter, non la Roma.
E' successo anche che Domenech ne abbia detta un'altra: "A San Siro l'Italia ci ha chiesto il pari". Gli italiani, ovviamente, se la sono presa, ma il libero non fatica a credere alla torta di San Siro. Queste cose si fanno dalla terza categoria fino al vertice, quindi fa più schifo l'indignazione che la torta in sé. Poi al libero Domenech in fondo sta simpatico: forse è l'unico italiano a pensarla così, ma in fondo tra lui e San Marcello Lippi c'è solo un rigore di differenza. Quello della "bilancia" Trezeguet: poi, certo, Domenech è un coglione perché s'affida agli astri...
E' successo anche altro: nuove intercettazioni. Il libero non ne parla: gli piace il calcio del campo, la tattica, la tecnica. Nient'altro.
P.S. Tra sabato e domenica il libero rischia la crisi isterica: saranno troppe, nelle trasmissioni tv e sui giornali, i vari "tizio fa il regalo di natale a caio", "sotto l'albero tizio trova un dono" e via dicendo. Il peggio, già si sa, arriverà da Udinese-Empoli.
P.P.S. Sentito Galliani fare l'elenco delle punte del Milan: Gilardino ok, Inzaghi ok, Pato ok, Ronaldo ok, Kakà e va be', e ultimo... Seedorf (nuff said!)
Nel Milan quasi sempre e quasi tutto il merito è di Kakà. Al libero non sarebbe dispiaciuto vedere presto un confronto con Real Madrid o Barcellona, ma anche l'Arsenal negli ottavi di Champions non è male: se i ragazzini di Wenger continuano a correre come stanno facendo e a correre senza troppo pensare, il Milan dei vecchietti non arriva nei quarti, perché l'esperienza potrebbe non bastare. Restando ai sorteggi: passa l'Inter, non la Roma.
E' successo anche che Domenech ne abbia detta un'altra: "A San Siro l'Italia ci ha chiesto il pari". Gli italiani, ovviamente, se la sono presa, ma il libero non fatica a credere alla torta di San Siro. Queste cose si fanno dalla terza categoria fino al vertice, quindi fa più schifo l'indignazione che la torta in sé. Poi al libero Domenech in fondo sta simpatico: forse è l'unico italiano a pensarla così, ma in fondo tra lui e San Marcello Lippi c'è solo un rigore di differenza. Quello della "bilancia" Trezeguet: poi, certo, Domenech è un coglione perché s'affida agli astri...
E' successo anche altro: nuove intercettazioni. Il libero non ne parla: gli piace il calcio del campo, la tattica, la tecnica. Nient'altro.
P.S. Tra sabato e domenica il libero rischia la crisi isterica: saranno troppe, nelle trasmissioni tv e sui giornali, i vari "tizio fa il regalo di natale a caio", "sotto l'albero tizio trova un dono" e via dicendo. Il peggio, già si sa, arriverà da Udinese-Empoli.
P.P.S. Sentito Galliani fare l'elenco delle punte del Milan: Gilardino ok, Inzaghi ok, Pato ok, Ronaldo ok, Kakà e va be', e ultimo... Seedorf (nuff said!)
giovedì 13 dicembre 2007
Kakà indispensabile, Gattuso inutile
Il minimo è stato fatto: 1-0 all'Urawa, il minimo appunto, e domenica sarà Milan-Boca Juniors. Partita mediocre: si può anche far la conta delle occasioni, ma il Milan ha tenuto un ritmo che se si fosse giocato come vent'anni fa alle sei del mattino gli spettatori si sarebbero addormentati. In una squadra che sprizzava melatonina da tutti i pori, il più sveglio è stato il solito Kakà: indispensabile, quando vuole vince la partita. E l'ha vinta. Anche se c'è voluta un'ora buona perché si spostasse dalla parte giusta, a sinistra, lato debole di una squadra scarsa, ma scarsa vera. Sono stati sufficienti due guizzi, il secondo è stato quello buono.
Per tutto il primo tempo, Kakà è stato costretto a giocare spalle alla porta, da prima punta: non è il suo ruolo, punto e basta. Soprattutto contro avversari che si chiudono così. Il Milan li soffre e, per quanto il libero adori Ancelotti, è incredibile che in quattro mesi di campionato (e zero vittorie a San Siro) non si sia trovata una soluzione, al di là dello schema universale "palla a Kakà e ci pensi lui". No, si insiste con il modulo a una punta, perseverando a partita in corso (Inzaghi al posto dell'inguardabile Gilardino, che per quattro volte non ha agganciato palloni vaganti in area). Quando giochi contro una squadra così chiusa, almeno prova ad affollare l'area. Nel primo tempo Jankulovski e Oddo hanno crossato tanto e bene, ma per gli avversari è semplicissimo controllare i movimenti di un attaccante solo.
Uno, oggi e in partite così, è di troppo: Gattuso. Non costruisce, non si inserisce, non c'è bisogno che insegua. Lezione da tenere a mente non tanto per questo Mondiale ma per le famose partite in cui "loro si sono chiusi e non ci hanno lasciato spazi".
P.S. Una cosa utile Gattuso l'ha fatta: prendersela a brutto muso con Dida per quel bagher a pochi minuti dalla fine su un tiro innocuo.
Per tutto il primo tempo, Kakà è stato costretto a giocare spalle alla porta, da prima punta: non è il suo ruolo, punto e basta. Soprattutto contro avversari che si chiudono così. Il Milan li soffre e, per quanto il libero adori Ancelotti, è incredibile che in quattro mesi di campionato (e zero vittorie a San Siro) non si sia trovata una soluzione, al di là dello schema universale "palla a Kakà e ci pensi lui". No, si insiste con il modulo a una punta, perseverando a partita in corso (Inzaghi al posto dell'inguardabile Gilardino, che per quattro volte non ha agganciato palloni vaganti in area). Quando giochi contro una squadra così chiusa, almeno prova ad affollare l'area. Nel primo tempo Jankulovski e Oddo hanno crossato tanto e bene, ma per gli avversari è semplicissimo controllare i movimenti di un attaccante solo.
Uno, oggi e in partite così, è di troppo: Gattuso. Non costruisce, non si inserisce, non c'è bisogno che insegua. Lezione da tenere a mente non tanto per questo Mondiale ma per le famose partite in cui "loro si sono chiusi e non ci hanno lasciato spazi".
P.S. Una cosa utile Gattuso l'ha fatta: prendersela a brutto muso con Dida per quel bagher a pochi minuti dalla fine su un tiro innocuo.
mercoledì 12 dicembre 2007
Meglio Favalli di Ronaldo
Così Ronaldo non giocherà il Mondiale per club: e chi se l'aspettava...? L'indisponibilità dell'ex Fenomeno è la notizia migliore che Ancelotti potesse ricevere: perché così non ha dubbi e non dovrà spiegazioni. Mettiamo che Ronaldo fosse stato disponibile. Ancelotti avrebbe schierato lui, che ha giocato una partita in sei mesi, o uno degli altri due, Inzaghi che nella partita secca è mortifero o Gilardino che è l'unico sano della compagnia?
Al massimo Ancelotti avrebbe mandato Ronaldo in panchina, ma se poi avesse perso il Mondiale senza Ronaldo come lo avrebbe spiegato?
Dunque meglio avere Favalli che Ronaldo. Anche se con l'Urawa la finale è tutta da conquistare.
Al massimo Ancelotti avrebbe mandato Ronaldo in panchina, ma se poi avesse perso il Mondiale senza Ronaldo come lo avrebbe spiegato?
Dunque meglio avere Favalli che Ronaldo. Anche se con l'Urawa la finale è tutta da conquistare.
martedì 4 dicembre 2007
Pato, Messi e Ibra
Dunque, riepilogando: ha lo scatto del primo Ronaldo e più senso del gol di lui, la velocità di Henry, l'eleganza di Van Basten, il carattere di Kakà, il dribbling di Careca, il colpo di testa di Jardel, la personalità di Romario. Manca solo che Pato abbia pure l'uccello di Rocco Siffredi.
Quando è arrivato hanno detto di non volerlo caricare di troppa pressione.
Poi hanno detto che era fortissimo.
Poi che sarà il prossimo Pallone d'Oro.
Ora che è questo mostro.
Se Pato è questo essere fantasmagorico, Messi è Dio e Ibrahimovic un alieno sceso dal pianeta Eupalla (che era la musa di Brera, ma l'esempio regge lo stesso).
Quando è arrivato hanno detto di non volerlo caricare di troppa pressione.
Poi hanno detto che era fortissimo.
Poi che sarà il prossimo Pallone d'Oro.
Ora che è questo mostro.
Se Pato è questo essere fantasmagorico, Messi è Dio e Ibrahimovic un alieno sceso dal pianeta Eupalla (che era la musa di Brera, ma l'esempio regge lo stesso).
No look
Complimenti alla Gazzetta che in bell'articolo a tutta pagina ha evidenziato ed esaltato la prodezza della domenica. Se la moviola non fosse una malattia, le tv l'avrebbero fatto rivedere all'infinito l'assist in "no look" di Ibrahimovic a Cruz (in Spagna, per dire, i replay sono tutti per le giocate, mai per le decisioni arbitrali dubbie).
Poi, certo, si poteva aggiungere che Ronaldinho i no look li fa da una vita, e che Pirlo senza guardare ha regalato a Grosso la fama mondiale e all'Italia mezza Coppa del Mondo. Ma fa lo stesso.
Complimenti anche al sempre bravo Maurizio Crosetti di Repubblica per il pezzo su sport e religione (eccezionale aver ripescato quella scritta sulla chiesa di Liverpool: "Dio salva", cui qualcuno ha aggiunto "ma Rush segna sulla respinta"). Niente di nuovo, ma ormai le notizie si trovano ovunque (persino su questo blog), roba da leggere non tanto.
Poi, certo, si poteva aggiungere che Ronaldinho i no look li fa da una vita, e che Pirlo senza guardare ha regalato a Grosso la fama mondiale e all'Italia mezza Coppa del Mondo. Ma fa lo stesso.
Complimenti anche al sempre bravo Maurizio Crosetti di Repubblica per il pezzo su sport e religione (eccezionale aver ripescato quella scritta sulla chiesa di Liverpool: "Dio salva", cui qualcuno ha aggiunto "ma Rush segna sulla respinta"). Niente di nuovo, ma ormai le notizie si trovano ovunque (persino su questo blog), roba da leggere non tanto.
Burlocrazia
Ma cosa diavolo deve ratificare la Lega Calcio riguardo al terzo tempo? A fine partita, la squadra di casa aspetta gli avversari e gli stringe la mano. Punto. Altro che "ora lavoreremo per definire un cerimoniale di saluto alla fine di ogni gara" (Matarrese dixit).
lunedì 3 dicembre 2007
Il sorteggio
Oltre che campioni del mondo, gli italiani sono specialisti del mettere le mani avanti. Il girone azzurro a Euro 2008 è duro, questo è certo. Ma dopo la vittoria in Scozia e la qualificazione agli Europei non ci è stato detto (o fatto capire) che l'Italia è la più forte dell'universo? Che in Austria e Svizzera si va per vincere, senza dubbi?
In un torneo in cui ci saranno tutte le migliori Nazionali (Inghilterra esclusa), può capitare di dover giocare con Olanda, Francia e Romania. Mica sempre puoi avere Australia e Ucraina...
Poi resta il fatto che si va comunque per vincere. E il più equilibrato (e ottimista) è stato proprio il c.t. azzurro. Bravo Donadoni.
In un torneo in cui ci saranno tutte le migliori Nazionali (Inghilterra esclusa), può capitare di dover giocare con Olanda, Francia e Romania. Mica sempre puoi avere Australia e Ucraina...
Poi resta il fatto che si va comunque per vincere. E il più equilibrato (e ottimista) è stato proprio il c.t. azzurro. Bravo Donadoni.
Specialissimo Tg1
La serata televisiva del calcio ha avuto un vincitore assoluto sul piano della qualità. Controcampo e Domenica Sportiva sono stati surclassati dallo speciale Tg1, dedicato a Beppe Viola. Lo hanno ricordato gli amici: Enzo Jannacci, Teo Teocoli, Diego Abatantuono, Bruno Pizzul e quelli dell'ippodromo. Ma la differenza l'hanno fatta i servizi di Beppe Viola, custoditi in quel tesoro inestimabile che sono le teche Rai e riproposti appunto ieri sera. Manifesta superiorità, altro che Pirlaimovic.
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