martedì 30 ottobre 2007

Libero mercato

Già è difficile accettare che a fine ottobre già si parli di mercato, ma almeno che se ne parli bene. Esempio pratico: il Milan pensa agli acquisti del futuro. "Spunta Ivanovic", legge il libero. E ci può stare. Ma è la spiegazione dell'interesse del serbo che non convince. Ivanovic può giocare al centro o a destra (come Bonera), non può servire per sostituire Maldini (centrale o esterno sinistro) che si ritirerà a fine stagione! Come esterno servirebbe più Zambrotta, visto che Jankulovski è rotto e che Favalli è il suo unico sostituto. E a quel punto sarebbe stato meglio tenersi Grimi, che almeno è più giovane.
E poi Cannavaro e Ballack, Drogba e Amauri, Alex e Ronaldinho, Benzema e Raggi. Tutti gli esperti di mercato non le sparano a caso (no, vero?), ma qualcuno dovrò pure avere torto... Che se ne parli, d'accordo, ma che almeno si dia una parvenza di ragionevolezza tecnico-tattica alle eventuali scelte di mercato.

domenica 28 ottobre 2007

La bilancia

Ronaldinho, Eto'o, Drogba, Toni, Buffon: il Milan avrebbe potuto prenderli. Forse. Almeno, a dar retta ai giornali avrebbe potuto. Invece negli ultimi anni ha comprato Vieri, Dhorasoo, Pancaro, Stam, Vogel, Brocchi, Marcio Amoroso, Kalac, Gourcuff, Favalli, Ricardo Oliveira, Grimi, Emerson, Digao, Ba. Bastano per bilanciare gli arrivi di Gilardino, Jankulovski (al secondo grave infortunio), Oddo (rinunciando definitivamente a Foggia), Ronaldo (che ha giocato in tutto 14 partite), Bonera? (No, di Pato non si può ancora parlare)
Con la Roma giocano dall'inizio due quasi quarantenni, Cafu e Maldini. Entrano altri due quasi quarantenni, Favalli e Serginho. Questo ha Ancelotti.
Ah già, il Milan è campione d'Europa e si giocherà il Mondiale per club. Poi se a Yokohama va fuori in semifinale con un Al Ahly qualsiasi o se l'anno prossimo gli abbonamenti sono duemila (alla lotta-retrocessione non credo nemmeno se la vedo), si ride. Quanto passa prima che Kakà si stufa, ma si stufa davvero, di giocare in questo Milan? Non basterà mettergli vicino Digao, altro grande acquisto.
Galliani dice: bisogna autofinanziarsi. Va bene, ma prendi la Roma. Juan è un gigante, Giuly un nano feroce: sono costati meno della metà di Pato (mettici anche Giuseppe Rossi e si faceva conto pari).
A proposito di Roma: vince a Milano senza Totti, Taddei e Aquilani e con Panucci in panchina. La Roma ci sarà fino alla fine.

Una Juve qualunque

Nelle sentenze di calciopoli, non c'era la condanna più dura: la Juventus sarà una squadra qualsiasi. Oggi è dura mandar giù le puttanate di Bergonzi, ma (finalmente) gli juventini si renderanno conto cosa significa essere tifosi del Bologna, del Chievo, del Torino (tremendo contrappasso) o dell'Avellino. O essere Gigi Simoni quel giorno di Ceccarini. Ci si sente così, cari juventini. Derubati. Brutta sensazione, eh?

Maldini Pallone d'Oro

Nessuno farà rivedere in tv il gesto più bello della domenica: il Milan è sotto, Ancelotti chiama il cambio. Fuori Paolo Maldini. Il Capitano si toglie la fascia, corre verso Favalli (minchia, che sostituzione!) e gli lascia il posto. Non una parola, né una smorfia. In una parola: ESEMPLARE. Proprio come Cassano: solo per sistemarlo, il libero proporrebbe la grazia a Moggi. Che potrebbe ripetergli quello che disse una decina d'anni fa a Ciccio Grabbi che faceva le bizze: "allenati nel giardino di casa tua". Ecco, altro che stiramento: Cassano si alleni nel giardino di casa, ovviamente dopo opportuna rescissione del contratto. E vediamo quanto ci mette a diventare, per davvero, uno di Barivecchia.

venerdì 26 ottobre 2007

Dida da bambino

Non so chi sia il protagonista del video, né a chi sia venuto in mente di dare il titolo "Dida da bambino" alla mail che gira in internet. Ma qui sono coinvolti dei geni.

giovedì 25 ottobre 2007

Porta a porta Trash

Porta a Porta di ieri sera, secondo il libero una delle scene più trash della storia della tv italiana. La signora Franca Maria Corfini Strata, moglie del dottor Strata (dietologo e amico personale di Luciano Pavarotti), descrive l'ultima visita al Maestro, mimandone trashamente i movimenti.
Da vedere. Andate al minuto 29'30 del video di rai click. E buona visione (si fa per dire).
http://www.raiclicktv.it/raiclickpc/secure/stream.srv?id=20454&idCnt=65094&pagina=1&path=RaiClickWeb^Home^Notizie^Archivio+^PORTA+A+PORTA#1

mercoledì 24 ottobre 2007

Kakà come Van Basten, Ancelotti come Rocco

Partita formidabile, quella tra Milan e Shaktar, di quelle che quando l'arbitro fischia la fine proprio ti dispiace. Mentre tutti invocavano il gol dell'immenso Kakà, il libero sapeva che non avrebbe segnato. A volte va così: il prossimo Pallone d'Oro mi ha ricordato Marco Van Basten nell'Intercontinentale '90 contro l'Olimpia Asuncion. Segnarono Rijkaard (2) e Stroppa, ma l'inarrestabile fu Van Basten. Con lui tutti sembravano più forti. Come quando c'è Kakà. Tra Empoli e Shaktar la differenza è stata lui. La fa lui.
Anche il fatto, però, che il Milan ha potuto giocare in spazi aperti. Di fatto, il Milan è una squadra da contropiede. Ancelotti aspira a essere il nuovo Rocco (anche se pensava alla permanenza sulla panchina): ci sta riuscendo.

Kalac, una sicurezza

Kalac, titolare stasera contro lo Shaktar, rassicura tutti, parlando degli allenamenti con il preparatore dei portieri del Milan Villiam Vecchi: "Mi diverto molto quando ci sfidiamo prima delle partite. Lui mi dice "adesso tiro cinque volte in porta e faccio tre gol" e io devo dare il massimo per vincere la scommessa".
Ecco, bene, dia il massimo. Qualcuno però gli spieghi che Lucarelli è un po' più forte di Vecchi.

Fermate Tombolini (e la Rai)

Ci fosse un Collina anche per gli arbitri della tv, Tombolini sarebbe fermato per almeno un paio di settimane. Notte di Champions sulla Rai, il Tombo mostra alla moviola (che palle la moviola!) il gol di Crespo: il fuorigioco evidentemente non c’è, perché sul colpo di testa di Cambiasso Crespo è tenuto in gioco da Eduardo. Prima che il pallone arrivi a Hernan, però, c’è il tocco di un giocatore del Ciessekappaa (trovare uno che dica correttamente Seska…), e qui Tombolini fa il capolavoro: il tocco dell’avversario sana la posizione di Crespo, dunque gol regolare. Come quello di Trezeguet nel derby, prontamente riproposto dal buon Tombo. Ma sono due episodi completamente diversi! E meno male che questo è un ex arbitro che ha il vantaggio di vedersi e rivedersi le azioni al monitor! Ha pure una rubrica sulla Gazza… Fermatelo!
Ma del resto la notte di Champions della Rai è piena di incubi. L’Inter la fanno vedere alle 23.55, le altre partite oltre la mezzanotte. La Sanipoli intervista Rosella Sensi in mezzo a un accrocchio di microfoni come una qualunque radio romana (e senza far domande, ovvio, mica sei la Rai), poi a Spalletti chiede “un’ultima cosa”, “un’ultimissima cosa” e “un’ultimissima cosa” (again). Un’ultimississima domanda non ce l’aveva proprio, eh? Anche i commenti sulle partite lasciano insonni: per esempio, lo sapevate che il portiere della Dinamo Kiev si chiama Sikovski? Il commentatore (il cui nome il libero ha rimosso inconsciamente dalla memoria) l’ha ribadito almeno tre o quattro volte. Il libero s'è chiesto tutta notte che fine avrà fatto Shovkovskiy…

lunedì 22 ottobre 2007

Empoli campione d'Europa

L’Empoli ha battuto dieci degli undici campioni d’Europa. Il Milan è in crisi: non da ieri, da un anno. Il libero non vuol sottolineare gli errori di mercato, e sono tanti: preferisce concentrarsi su ciò che si può fare. “Soffriamo le squadre che vengono a San Siro e si chiudono”, dicono i milanisti. Come se non fosse mai successo. È ovvio che squadre come l’Empoli, il Catania, il Parma, arrivano a Milano e pensano a difendersi. E allora meglio studiare qualche accorgimento tattico per superare anche le difese chiuse, no Ancelotti? Al libero torna sempre in mente quel litigio tra Carletto e Seedorf a Livorno la stagione scorsa: quello era il Milan, questo è il Milan. Non certo quello campione d’Europa, non quello di Monaco di Baviera o quello di Manchester andata e ritorno. Quel Milan è un’eccezione.
Per il resto, Ancelotti non può fare di più: deve mettere Ambrosini centravanti perché non ha altro. Mica come Mancini che ha Ibra, Adriano, Cruz, Crespo e Suazo. Non poco. A proposito: il Mancio è stato un santo. Con Adriano, intendo. Fa un gol che manco è tutto suo e già si crede d’essere tornato fenomeno (e mi sembra che Mancini, quando Adri non gli ha dato l’ha mano, ha detto qualcosa tipo “ma guarda ‘sto fenomeno…”). Fly down, si diceva una volta.
Nota mediatica a parte. Metti che il libero non abbia Sky, e che dunque aspetti Piccinini come fosse Paolo Valenti. Soprattutto, ovvio, per vedere il Milan. Controcampo manda in onda il servizio alle 20.05, dopo quello sull’Inter: la trasmissione finisce dopo dieci minuti, nei quali si è parlato del “caso-Adriano”. E non è Galliani. A dir poco sospetto.
Altra nota mediatica a parte. Pezzo della Gazzetta sul Pallone d’Oro. Nella grafica, tra i candidati è indicato Diego Alves, del Siviglia. Sì, esatto: si tratta in realtà di Daniel Alves. Diego Alves è un portiere, ex Atletico Mineiro, gioca (anzi, non gioca) nell'Almeria e non è esattamente da Pallone d’Oro. Non lo è, secondo il libero, nemmeno Ever Banega, volante del Boca Juniors, citato nel pezzo. Forse perché è un nome orecchiato da qualche suggeritore di mercato? Dovendo citare uno del Boca campione del Sudamerica, oltre a Riquelme, magari si poteva spendere il nome di Martin Palermo. Del Loco tutti ricordano soltanto i tre rigori sbagliati contro la Colombia nel 1999. Ma chi fa il nostro mestiere magari dovrebbe sapere anche che Palermo si sta avvicinando al record di Francisco Varallo, bomber assoluto nella storia del Boca, ovvero di uno dei club più gloriosi al mondo.

domenica 21 ottobre 2007

VVV (Ventura Viola di Vergogna)


Quelli che... è una delle eredità del grande Beppe Viola (uno dei più liberi di tutti). Era il titolo di una canzone composta con Enzo Jannacci. Oggi è il titolo della trasmissione condotta da Simona Ventura. Che oggi ha celebrato il 25° anniversario della scomparsa del Beppe con una serie di immagini all'inizio. Al rientro in studio, la Simona ha ricordato Beppe Viola LEGGENDO IL GOBBO! Ma almeno per una volta non potevo impararsi cinque righe a memoria?
Meglio, per chi ha potuto, ascoltare mercoledì Radio Popolare, o assistere alle letture all'Auditorium di RadioPop. Beppe Viola, tra gli altri pregi, ha cambiato il linguaggio del calcio in tv. Ma pochi hanno seguito il suo insegnamento. Uno, Alberto D'Aguanno, l'ha seguito purtroppo anche altrove. Senza di loro, ci tocca anche sentire o leggere che "l'attaccante fa la barba al palo e spreca un'occasione clamorosa" o che "il portiere abbassa la saracinesca". O vedere la Ventura che legge il gobbo.

venerdì 19 ottobre 2007

Drogba in rosa

Visto sulla Gazzetta: tre foto a corredo del pezzo su Drogba (più l'orribile pupazzetto). La prima, Didier in versione modello: confrontare, please, l'elegante giacca di jeans con quegli straccetti che indossano Andriy Shevchenko e Giorgio Armani nella pagina precedente. La seconda, Didier in versione beneficenza: notare la coppa tra le mani e la corona tempestata di diamanti da re della ricca Africa (e la dida: "Drogba è attento a chi soffre"!). La terza, Didier e l'Italia: foto CORONA'S (ebbene sì) e bene in vista il nome del NOTISSIMO ristorante milanese dove vien da pensare che quelli della Gazza mangino a sbafo considerando le frequenti e sospette citazioni (ce n'era una anche l'altro giorno nel pezzo su Pato, come si può leggere sulla Settimana Sportiva).

giovedì 18 ottobre 2007

Ronaldo e gli altri

Ronaldo è d’attualità. Sta bene, è pronto. Sta bene, sì, ma c’è ancora da aspettare. No non sta bene, e non si sa bene quando torna. Nel frattempo, gli altri (attaccanti) giocano e segnano (quelli del Milan un po’ meno). Ronaldo è il numero uno. Quando gioca, però. E il fatto è che non gioca mai. Le cifre sono quelle, s’è fatto in tempo a impararle a memoria: 14 presenze e 7 gol. Il Milan, di partite da quando è arrivato Ronaldo (25 gennaio 2007), ne ha giocate 38, tra campionato, Champions e Supercoppa.
Quando si fece l’affare, il libero si chiese se Fabio Capello fosse così coglione da lasciar andar via Ronaldo. Poi ho guardato meglio: fino a gennaio, il Fenomeno aveva giocato appena 11 partite con il Real Madrid. Che, come centravanti, ha Ruud Van Nistelrooy. Per curiosità, il libero è andato a controllare quanti gol ha fatto l’olandese mentre Ronaldo affascinava Milano (anzi, Milanello, dove lavora quasi sempre a parte). Da gennaio a oggi: 15 gol in campionato, 5 in Champions. Totale: 20. Ha giocato più di Ronaldo, certo, ma è proprio questo il punto!
Poi gli altri. In due mesi di campionato Ibrahimovic e Trezeguet hanno già segnato quanto dieci mesi di Ronaldo milanista (e Ibra adesso segna pure in Europa). Non parliamo di Toni. Ma mica è finita. Il libero è andato a guardare lo score di Julio Cruz da gennaio a oggi: 13 partite giocate, 8 gol. Ciula, una media migliore del migliore del mondo (intendo Ronaldo).

venerdì 5 ottobre 2007

Io Sono Libero

Ora c'è anche questo blog, ormai unica forma credibile di divulgazione. Non c'è bisogno di alcun delirante invito a leggerlo. Basta quello che ormai i giornali e la tv non possono dire: Io Sono Libero. E so di cosa scrivo. Calcio, sport, ma anche tv, politica, vita quotidiana.