giovedì 28 febbraio 2008

Le mille di Maldini

Il libero ci pensa da un paio di settimane, cioè da quando sono state celebrate le mille partite di Paolo Maldini. Ora, che sia un Grande è scontato. Però nel conteggio delle sue partite è inserita una presenza con la Nazionale olimpica della quale il libero non ha trovato traccia nei suoi polverosi almanacchi. E nemmeno il sito ufficiale della Figc gli ha dato una mano: anzi, nella sezione dedicata a "Nazionali in cifre" (peraltra fatta molto bene), le presenze di Paolo Maldini sono 138 (su 151 convocazioni), con nazionale maggiore e under 21. Non 139 come indicato nel conteggio delle mille partite. Niente Nazionale olimpica, della quale al sito della Figc non risultano incontri dal 1980 al 1992 (e in effetti è strano).
Dunque, il libero chiede aiuto: c'è qualcuno che gli sa dire che partita Maldini ha giocato con la Nazionale olimpica? (altrimenti, va da sé, qualcuno ha sbagliato i conti)
Grazie

AGGIORNAMENTO
Il libero ringrazia l'ottimo Vennegoor, che ha spulciato l'almanacco Panini svelando l'arcano: Italia olimpica contro Grecia olimpica ad Arezzo, 28 ottobre 1987, 2-0 per gli azzurri.

martedì 26 febbraio 2008

Tacchettate su Kakà

Le squadre che giocano contro il Milan danno la caccia a Kakà. Falli sistematici, mai commessi in sequenza dallo stesso giocatore, con l'obiettivo di intimidire, se non azzoppare, il povero Ricky. (vedi sito del Milan http://www.acmilan.com/NewsDetail.aspx?idNews=62577). Ok, tutto vero. Ma dov'è la novità? Basterebbe chiedere a schiere di terzinacci, o ai vari Trapattoni, Lodetti, Bruscolotti, Franco Baresi, o anche alle vecchie volpi che ancora si dilettano in tornei e torneini perfino di calcetto: se uno fa il fenomeno, tacchettata sui calcagni dopo tre minuti che si gioca e vediamo se ci riprova. Il libero ricorda un'intervista di un mesetto fa a Pasquale Bruno su Libero: ce l'aveva con il calcio dei fighetti. E su Ibrahimovic che fa il fenomeno diceva "me lo mangerei". Non coi dribbling ma con le tacchettate, è ovvio. Bruno ci provava anche con Marco Van Basten, che poi segnava e gli ballava sopra.
Tornando a Kakà, avesse giocato qualche partita in meno, di botte - va da sé - ne avrebbe anche prese meno.

venerdì 22 febbraio 2008

L'esperienza di Zanetti

Il calcio è spesso più semplice di quanto lo si voglia fa apparire. La spiegazione dello 0-2 dell'Inter a Liverpool è nelle parole del capitano, Javier Zanetti: "Speriamo di poter ripetere quella famosa rimonta fatta con lo Strasburgo". Coppa Uefa 1997, 2-0 francese all'andata, 3-0 nerazzurro al ritorno. Con lo Strasburgo. Che vantava fuoriclasse del calibro di Baticle, Okpara, Ismael, Dacourt. Che ai tempi navigava intorno al decimo posto della classifica di Ligue 1 (ok, vinse una coppa nazionale). Che a livello europeo conta come l'Atalanta (anzi, forse meno).
Ecco il problema dell'Inter: è convinta che giocare un ottavo in Champions con il Liverpool che ha vinto la Coppa tre anni prima e che ha giocato la finale otto mesi prima sia come giocare con l'Atalanta.

mercoledì 20 febbraio 2008

Quel diciassetenne che (non) ha palpeggiato

Molti giornali e siti internet hanno dato spazio alla storia del diciassettenne squalificato sei mesi perché avrebbe palpeggiato un arbitro donna (gli avrebbe toccato le tette, tanto per essere chiari). Uso il condizionale perché la vicenda non è proprio così chiara come appare dalle cronache. Il libero, girando su internet, ha infatti trovato una lettera del diciassettenne - firmata con nome e cognome - che spiega la sua versione dei fatti. Si può credergli o non credergli, ma come in qualsiasi processo sarebbe giusto quantomeno ascoltarlo. La lettere è on-line da ieri, a questo link.

http://lombardia.informacalcio.it/notizie_leggi.asp?id_articolo=9826&comitato=0&titolo=PROTESTA%20DECISIONE%20GIUDICE%20SPORTIVO

martedì 12 febbraio 2008

Milan, Spagna e giovani

Kakà è arrivato al Milan a 21 anni, Pato a 18, Paloschi ha esordito a 18 anni, lo stesso Gilardino a 23 anni ha realizzato 17 gol al primo campionato in rossonero. Senza andare a guardare i Bojan, i Fabregas, i Rooney, non ci vuol molto a capire che investire sui giovani conviene. Anche perché l'alternativa, restando in ambito rossonero, è "comprare campioni già affermati". Finendo per andare a pescare i bolliti in Spagna. La Liga negli ultimi anni ha rifilato solo sòle al Milan: Redondo, Rivaldo, Ricardo Oliveira, Ronaldo. Tutti presunti grandi investimenti, tutti strapagati, tutti bidoni.

P.S. Il libero è pronto a scommettere che Paloschi non gioca più di cinque partite da qui alla fine. Ma sarebbe felice di essere smentito.

giovedì 7 febbraio 2008

Zidaneggiare

In altri tempi e altrove, il libero aveva scritto che Pirlo "zidaneggiava": il regista del Milan e della Nazionale ha raggiunto la piena maturità (come scrive Sconcerti: oddio, è già la seconda volta che il libero è d'accordo con lui) e ricorda sempre di più il francese. Per quella posizione che Ancelotti gli ha riservato ultimamente (mezz'ala sinistra a Reggio Calabria) e soprattutto per la capacità di tenere sempre in movimento il pallone. Fateci caso: Pirlo non lo stoppa mai, nel senso che non lo ferma mai, il primo controllo è spesso un dribbling sull'avversario. E' questo il segreto del suo calcio superbo. Come lo era di Zidane.

P.S. L'Italia di Roberto Donadoni gioca un calcio straordinario. Migliore, molto migliore di quello di Lippi (che, se si resta sul piano del gioco tralasciando il pur fondamentale carattere, al Mondiale ha vinto difendendosi e poco più). Magari all'Europeo non si vince una mazza, però gli azzurri divertono. Al libero basta e avanza.

martedì 5 febbraio 2008

Un gioco al massacro

Al libero è sembrata una follia proporre una classifica "virtuale" senza errori arbitrali. Come se poi fosse facile quantificare il peso di un episodio nell'economia di una partita. Vedere la Juventus capolista "onesta" o il Milan come la squadra più penalizzata è un gioco, è vero, ma un gioco al massacro. E di sicuro non alimenterà l'idiozia di certi tifosi... No no...

lunedì 4 febbraio 2008

Il portiere del futuro

Per quale motivo andare a cercare Boruc, Frey e simili? Non l'avete visto Zelijko Kalac quant'è bravo? Il Milan non ha bisogno di sostituire Nelson Dida, che a 34 anni è pure vecchio. Eh no, il portiere del futuro è già in casa. E di anni ne ha 35...

Occhiali e onestà

Allora, Tagliavento è stato inguardabile, non tanto per i rigori quanto per la conduzione di gara e per la volontà di compensazione. Però, sul colpo d'orecchio di Vannucchi possibile che il guardalinee non vede? Ma dove guardava? Quindi, va bene (anzi, va male) Tagliavento, ma da sospendere è soprattutto l'assistente (credo Petrella, oppure De Luca).
Altra piccola sottolineatura: Tagliavento e l'assistente sono due orbi, ma Stankovic come lo vogliamo giudicare? Calcia sull'orecchio di Vannucchi e si gira verso il guardalinee per chiedere il rigore. I casi sono due: o Stankovic è un disonesto, o il colpo d'orecchio non era così facile da vedere...

venerdì 25 gennaio 2008

Tattica in movimento

Forse il libero non ha visto bene, ma non gli è sembrato che a Bergamo il Milan abbia preso cinque gol in contropiede come nemmeno il Foggia di Zeman. E allora perché tutte queste accuse verso Ancelotti e sul ritorno al modulo con due punte più Kakà e Seedorf? Finalmente, si dovrebbe dire. E invece no: è un matto, non può giocare così, ma l'equilibrio dove lo mette. Dimenticando che il suo Milan più bello (ebbene sì, quello di Istanbul) aveva Shevchenko, Crespo, Kakà, Seedorf e Pirlo. E, in certe occasioni, Cafu e Serginho terzini. E non è un caso. Al libero non piacciono i moduli coi numeri, perché tengono poco conto dei movimenti. Ma diciamo che ora il Milan gioca con un 4-2-2-2. Per equilibrio servirebbero invece paradossalmente due terzini più di spinta: quindi sistema puro dietro (due difensori per due attaccanti avversari), Pirlo davanti alla difesa con i due terzini ai fianchi (diciamo Oddo e Jankulovski, sarebbero quasi centrocampisti, a protezione ulteriore del regista), Seedorf e Gattuso (o meglio ancora Ambrosini, più capace di inserirsi, al massimo Gattuso potrebbe fare l'Oddo...), poi Kakà e le due punte. In numeri: 2-3-2-1-2.
E poi comunque non ce n'è: in campionato il Milan non riesce a starci con la testa. Esemplari le parole di Kaladze: "Meglio che abbia sbagliato con l'Atalanta piuttosto che con l'Arsenal o in una finale di Champions". Purtroppo non ci sono più i Baresi e i Maldini di una volta, che non sbagliavano proprio mai.

giovedì 24 gennaio 2008

Il regista

Dopo aver visto praticamente in contemporanea Inter-Juve e Atalanta-Milan, è apparsa evidente la necessità di qualsiasi squadra di avere un regista, un regista vero, in mezzo al campo. Come Andrea Pirlo, come Esteban Cambiasso. Molte non ce l'hanno, preferendo mettere a centrocampo due spaccapietre. Tutta colpa di Fabio Capello, e maledetto il giorno in cui piazzò Desailly davanti alla difesa.

mercoledì 23 gennaio 2008

Maledetto squillo

Per una volta si sconfina nell'extrasportivo. La probabile causa dell'incidente di Heathrow sarebbe lo squillo di un telefono cellulare lasciato acceso. Si spera vivamente che non sia vero. O il libero è stato l'unico a pensare a quali possibilità aprirebbe a potenziali attentatori questa eventualità?

martedì 22 gennaio 2008

Cambiare serve? Dipende

Camolese meglio di Orsi a Livorno. Ulivieri meglio di Ficcadenti a Reggio. Beretta meglio di Mandorlini a Siena. Ma Sonetti e Ballardini peggio di Giampaolo a Cagliari. Cambiare serve, ma dipende dalla qualità dell'allenatore: Giampaolo e Beretta sono bravi, e stop. Quanto al resto, Orsi Ficcadenti e Mandorlini sono tecnici probabilmente non all'altezza della serie A, facile far meglio di loro.

lunedì 21 gennaio 2008

Lo zio interista

Non se n'era accorto nessuno, che Beppe Bergomi fosse (ancora) spudoratamente interista. No no.
Stavolta però l'ha ammesso: stamattina, a Radio Deejay, ha confessato che, quando gioca l'Inter, è in difficoltà a commentare certi episodi. "In telecronaca avrei voluto dire qualcosa su quell'intervento di Materazzi, ma abita nel mio palazzo...". Bella scusa.
Lo zio è bravo e preparato, a commentare. Ma a queste condizioni, no. Pregasi cercare seconda voce sull'Inter.

P.S. (il giorno dopo): lo zio ha chiesto scusa per la telecronaca troppo parziale. Bravo.

L'aiutino

Ma se il pallone sta entrando in rete e un difensore la prende con la mano, non è rigore?
Il libero se ne frega dei regolamenti, se ne frega se il tocco è stato volontario o involontario: Couto l'ha presa con la mano, è rigore punto e basta (poi, certo, ce n'era uno anche per il Parma, altroché).
Fa incazzare sempre e comunque tutto il chiacchiericcio da moviola. Guardano gli episodi mille volte e riescono nemmeno a mettersi d'accordo o a vedere tutto quel che c'è da vedere. Esempio: il secondo rigore su Mutu. Si vede bene che il rumeno sbatte il piede destro sul terreno e va giù: ragionevole pensare che sia stato toccato. Ma a nessuno viene il dubbio, Mutu è un cascatore e basta. Poi magari esce un'immagine tipo quella di Zalayeta in Napoli-Juve e tutti si pentono. Fino alla volta successiva.
Altro esempio: il rigore su Trezeguet. Se isolato dal contesto, può starci (ma può anche non starci, perché Trezeguet poteva rimanere in piedi). Ma un episodio non si può isolare dal tipo di arbitraggio applicato alla partita. E l'impressione, ultimamente, è che Collina abbia chiesto di fischiare meno. Teoria che il libero insegue da tempo: meno si fischia, meno si sbaglia (come in Inghilterra).
Ultimo esempio sull'errata interpretazione della moviola. A Controcampo mostrano il gol di Gilardino: Cesari dice che non è in fuorigioco fermando l'immagine sul colpo di tacco di Kakà. O meglio, l'inizio del colpo di tacco. In quel tipo di colpo, il tocco non è secco, unico: il pallone si attacca al piede nel movimento (se il libero fosse Mosca, lo farebbe vedere in diretta...), quindi si stacca leggermente dopo. E forse (forse!), quando il pallone si stacca dal piede Gilardino è in fuorigioco.
Quel che è insopportabile, in un caso così, è l'ignoranza sul gesto tecnico.

Eternal? No, infernal

Roma città eterna? No, Roma città infernale. Quando l'inviato del Sun Steven Howard definì così la Capitale, dopo gli scontri di Roma-Manchester United del 4 aprile 2007, tutti a scandalizzarsi. E adesso siamo qui a contare gli accoltellamenti di Roma-Catania. Complimenti comunque all'Osservatorio, il cui primo provvedimento è stato vietare ai tifosi (tifosi?) giallorossi la trasferta di Genova contro la Sampdoria. Arriverà, si spera, anche la squalifica dell'Olimpico, ma era quello il primo provvedimento da prendere.

Pato e Di Natale

Pato è un fenomeno. Il libero ci crede dopo aver visto non la prima ma la seconda partita del baby brasiliano. A Udine, niente gol e pochi guizzi: ma quando il bambino parte in velocità, nell'uno contro uno, per fermarlo gli devi sparare. Quel 7 sulle spalle, insomma, gli sta bene. Il ragazzo si farà.
Dall'altra parte, però, c'era uno che s'è già fatto, e che è un fenomeno vero: Antonio Di Natale. Solito discorso: purtroppo è di Napoli, è italiano. Con un altro passaporto non avrebbe passato gli ultimi anni a Udine.

giovedì 17 gennaio 2008

Il sano tifo di una volta

Eh sì, bello il tifo di una volta: sano, caldo, appassionato, mai violento. Provate a chiedere però a chi andava in trasferta venticinque o trenta anni fa, magari perché la sua squadra giocava all'Olimpico contro la Lazio. E magari sul bus per lo stadio sentiva gente che ipotizzava quante teste di tifosi avversari avrebbe spaccato quel giorno... (il libero parla dei laziali perché ha ascoltato racconti su di loro, ma chissà quanti altri ce ne sono...)

Perché rinunciare?

Il ritorno di Ronaldo, il nuovo Pato, il solito Kakà: all hail Milan. Ma ha ragione Sconcerti, che non è tra i preferiti del libero ma stavolta ha visto giusto. I prodigi contro il Napoli sono frutto del ritorno del modulo con due punte e un trequartista, quello più spettacolare, quello che il libero auspicava di rivedere nel 2008. Avere due uomini che si muovono in area, più altri due (c’è anche Seedorf) pronti a inserirsi, fa un altro effetto piuttosto che vederne uno solo vagare nella folla della difesa avversaria. Poi, certo, se Domizzi retrocede fino praticamente alla linea di porta in occasione del terzo gol rossonero (quello decisivo) per marcare l'immobile Ronaldo, tutto è più facile.
Meno condivisibile l’idea di Sconcerti che il Milan possa rinunciare a Pirlo. Perché bisogna sempre rinunciare a qualcosa, o a qualcuno? Tipicamente italiano, non da Milan.

sabato 5 gennaio 2008

La classe non è acqua

In attesa di vedere quella di Pato, c'è quella giornalistica di Ivan Zazzaroni. Può risultare simpatico o antipatico, ma Zazza rimane uno di razza. Basta vedere il post sul suo blog riguardante Pato (http://zazza.blog.deejay.it/zazza/2008/01/pato-col-diavol.html). Niente paragoni eccellenti e imbarazzanti, come letto qualche settimana fa altrove: solo testimonianze, analisi tecniche e tattiche.
Altra categoria.

mercoledì 2 gennaio 2008

E buon 2008

Buon 2008 a tutti (belli e brutti).
Il libero si augura di vedere:
- un grande calcio (e la Champions promette bene)
- il Milan coraggioso di tre anni fa: due terzini di spinta, Seedorf e Pirlo nel trio di centrocampisti, una mezza punta e due punte VERE
- la Roma giocare come giocava
- Frankestein Pato se è davvero come lo descrivono (a proposito: i documenti ancora non ci sono, meno male la sosta lunga una vita)
- Ibrahimovic continuare a fare Ibrahimovic
- qualche bella inchiesta giornalistica (esempio: se l'Agenzia delle Entrate mette questa attenzione nel calcio, FINORA chi ha evaso il fisco?)
- Cerci e Lodi in serie A

Il libero si augura anche di essere un po' meno libero.

Rossonero nel cuore

Ma che vada, Ronaldo. Non dovrà nemmeno far troppa fatica nelle dichiarazioni d'amore al momento delle presentazioni: i colori di Milan e Flamengo sono gli stessi.
Al libero, cresciuto con gli "Ipse dixit" di MaiDireGol, piace andare a rileggersi le parole di mesi prima. Ecco quelle del Fenomeno (sì, proprio) il giorno della presentazione e nei primi mesi rossoneri:
- "I tifosi? Ho tantissima voglia di essere amato, farò il possibile per convincerli che è stato un grande investimento"
- "Ho trovato un ambiente fantastico, era da tanto tempo che non vedevo un rapporto così umano e d'amicizia nello spogliatoio, farò tutto quello che il mister vorrà per aiutare il Milan ad arrivare ai suoi obiettivi" (infatti: assente in Champions, in Supercoppa e nel Mondiale per club)
- "Avevo offerte da Usa e Arabia, potevo stare a Madrid, però ho accettato questa sfida per far vedere che la mia storia non è finita"
- "Qui ho ritrovato il sorriso e la voglia di allenarmi"
- "Ronaldinho? Tutti sognano di venire qui al Milan, perché con il Real Madrid è una delle due squadre più grandi al mondo"
- "Darò il massimo per il mio club. Il Milan mi ha restituito la felicità e forse non può neanche capire il bene che mi ha fatto. Io non lo dimentico"
- "Sono in un momento unico della mia carriera. Alla società devo tutto, è stata una grande scommessa andata bene, loro e mia, e voglio arrivare pronto al ritiro. Sarà il migliore della mia carriera"

La stella

Il libero ha concluso l'anno guardando il primo dvd di "Campionato io ti amo", quello relativo al campionato 1978-79: l'anno della stella del Milan. Ebbene, osservando la festa e l'orgoglio dei tifosi rossoneri per quel traguardo (nonostante avessero già visto coppe dei campioni e intercontinentali, e non ancora la serie B), il libero ha pensato che nei progetti futuri del Milan potrebbe starci l'assalto alla seconda stella, quella che solo la Juventus può esibire: mancano TRE scudetti (grazie!). Potrebbe essere un obiettivo PER i tifosi, solitamente trattati alla stregua di mucche da mungere e niente più. Come nel caso del Mondiale per club: via di corsa da Malpensa e poi "venite a festeggiare a San Siro". Già, per vedere il Milan primavera perdere col Catania, bella roba.