Molti giornali e siti internet hanno dato spazio alla storia del diciassettenne squalificato sei mesi perché avrebbe palpeggiato un arbitro donna (gli avrebbe toccato le tette, tanto per essere chiari). Uso il condizionale perché la vicenda non è proprio così chiara come appare dalle cronache. Il libero, girando su internet, ha infatti trovato una lettera del diciassettenne - firmata con nome e cognome - che spiega la sua versione dei fatti. Si può credergli o non credergli, ma come in qualsiasi processo sarebbe giusto quantomeno ascoltarlo. La lettere è on-line da ieri, a questo link.
http://lombardia.informacalcio.it/notizie_leggi.asp?id_articolo=9826&comitato=0&titolo=PROTESTA%20DECISIONE%20GIUDICE%20SPORTIVO
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2 commenti:
Beh, Libero, ho letto la sua lettera... A parte il livore (se lo accettiamo da parte dei big, non possiamo non tollerarlo anche da lui), e il luogo comune che "una donna non ne capisce di calcio", abbiamo le due versioni, adesso. Mancano, salvo sorprese, le riprese tv. E fino ad allora, ci hanno insegnato che l'arbitro e i guardalinee sono l'autorità suprema. Io credo che un'arbitro, e in questo caso l'apostrofo non è un refuso, non scelga questo mestiere se è androfobico... Magari c'è stato un fraintendimento, ma una manata sul petto a un arbitro (senza apostrofo), tra i dilettanti, con quanto è punita?
La sanzione non mi pare spropositata, le cronache sì. L'informazione spesso deraglia, se no non trova le notizie... (non è una BUONA giustificazione)
CasoBeffardo
Si, probabilmente lo e
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