Il libero ci pensa da un paio di settimane, cioè da quando sono state celebrate le mille partite di Paolo Maldini. Ora, che sia un Grande è scontato. Però nel conteggio delle sue partite è inserita una presenza con la Nazionale olimpica della quale il libero non ha trovato traccia nei suoi polverosi almanacchi. E nemmeno il sito ufficiale della Figc gli ha dato una mano: anzi, nella sezione dedicata a "Nazionali in cifre" (peraltra fatta molto bene), le presenze di Paolo Maldini sono 138 (su 151 convocazioni), con nazionale maggiore e under 21. Non 139 come indicato nel conteggio delle mille partite. Niente Nazionale olimpica, della quale al sito della Figc non risultano incontri dal 1980 al 1992 (e in effetti è strano).
Dunque, il libero chiede aiuto: c'è qualcuno che gli sa dire che partita Maldini ha giocato con la Nazionale olimpica? (altrimenti, va da sé, qualcuno ha sbagliato i conti)
Grazie
AGGIORNAMENTO
Il libero ringrazia l'ottimo Vennegoor, che ha spulciato l'almanacco Panini svelando l'arcano: Italia olimpica contro Grecia olimpica ad Arezzo, 28 ottobre 1987, 2-0 per gli azzurri.
giovedì 28 febbraio 2008
martedì 26 febbraio 2008
Tacchettate su Kakà
Le squadre che giocano contro il Milan danno la caccia a Kakà. Falli sistematici, mai commessi in sequenza dallo stesso giocatore, con l'obiettivo di intimidire, se non azzoppare, il povero Ricky. (vedi sito del Milan http://www.acmilan.com/NewsDetail.aspx?idNews=62577). Ok, tutto vero. Ma dov'è la novità? Basterebbe chiedere a schiere di terzinacci, o ai vari Trapattoni, Lodetti, Bruscolotti, Franco Baresi, o anche alle vecchie volpi che ancora si dilettano in tornei e torneini perfino di calcetto: se uno fa il fenomeno, tacchettata sui calcagni dopo tre minuti che si gioca e vediamo se ci riprova. Il libero ricorda un'intervista di un mesetto fa a Pasquale Bruno su Libero: ce l'aveva con il calcio dei fighetti. E su Ibrahimovic che fa il fenomeno diceva "me lo mangerei". Non coi dribbling ma con le tacchettate, è ovvio. Bruno ci provava anche con Marco Van Basten, che poi segnava e gli ballava sopra.
Tornando a Kakà, avesse giocato qualche partita in meno, di botte - va da sé - ne avrebbe anche prese meno.
Tornando a Kakà, avesse giocato qualche partita in meno, di botte - va da sé - ne avrebbe anche prese meno.
venerdì 22 febbraio 2008
L'esperienza di Zanetti
Il calcio è spesso più semplice di quanto lo si voglia fa apparire. La spiegazione dello 0-2 dell'Inter a Liverpool è nelle parole del capitano, Javier Zanetti: "Speriamo di poter ripetere quella famosa rimonta fatta con lo Strasburgo". Coppa Uefa 1997, 2-0 francese all'andata, 3-0 nerazzurro al ritorno. Con lo Strasburgo. Che vantava fuoriclasse del calibro di Baticle, Okpara, Ismael, Dacourt. Che ai tempi navigava intorno al decimo posto della classifica di Ligue 1 (ok, vinse una coppa nazionale). Che a livello europeo conta come l'Atalanta (anzi, forse meno).
Ecco il problema dell'Inter: è convinta che giocare un ottavo in Champions con il Liverpool che ha vinto la Coppa tre anni prima e che ha giocato la finale otto mesi prima sia come giocare con l'Atalanta.
Ecco il problema dell'Inter: è convinta che giocare un ottavo in Champions con il Liverpool che ha vinto la Coppa tre anni prima e che ha giocato la finale otto mesi prima sia come giocare con l'Atalanta.
mercoledì 20 febbraio 2008
Quel diciassetenne che (non) ha palpeggiato
Molti giornali e siti internet hanno dato spazio alla storia del diciassettenne squalificato sei mesi perché avrebbe palpeggiato un arbitro donna (gli avrebbe toccato le tette, tanto per essere chiari). Uso il condizionale perché la vicenda non è proprio così chiara come appare dalle cronache. Il libero, girando su internet, ha infatti trovato una lettera del diciassettenne - firmata con nome e cognome - che spiega la sua versione dei fatti. Si può credergli o non credergli, ma come in qualsiasi processo sarebbe giusto quantomeno ascoltarlo. La lettere è on-line da ieri, a questo link.
http://lombardia.informacalcio.it/notizie_leggi.asp?id_articolo=9826&comitato=0&titolo=PROTESTA%20DECISIONE%20GIUDICE%20SPORTIVO
http://lombardia.informacalcio.it/notizie_leggi.asp?id_articolo=9826&comitato=0&titolo=PROTESTA%20DECISIONE%20GIUDICE%20SPORTIVO
martedì 12 febbraio 2008
Milan, Spagna e giovani
Kakà è arrivato al Milan a 21 anni, Pato a 18, Paloschi ha esordito a 18 anni, lo stesso Gilardino a 23 anni ha realizzato 17 gol al primo campionato in rossonero. Senza andare a guardare i Bojan, i Fabregas, i Rooney, non ci vuol molto a capire che investire sui giovani conviene. Anche perché l'alternativa, restando in ambito rossonero, è "comprare campioni già affermati". Finendo per andare a pescare i bolliti in Spagna. La Liga negli ultimi anni ha rifilato solo sòle al Milan: Redondo, Rivaldo, Ricardo Oliveira, Ronaldo. Tutti presunti grandi investimenti, tutti strapagati, tutti bidoni.
P.S. Il libero è pronto a scommettere che Paloschi non gioca più di cinque partite da qui alla fine. Ma sarebbe felice di essere smentito.
P.S. Il libero è pronto a scommettere che Paloschi non gioca più di cinque partite da qui alla fine. Ma sarebbe felice di essere smentito.
giovedì 7 febbraio 2008
Zidaneggiare
In altri tempi e altrove, il libero aveva scritto che Pirlo "zidaneggiava": il regista del Milan e della Nazionale ha raggiunto la piena maturità (come scrive Sconcerti: oddio, è già la seconda volta che il libero è d'accordo con lui) e ricorda sempre di più il francese. Per quella posizione che Ancelotti gli ha riservato ultimamente (mezz'ala sinistra a Reggio Calabria) e soprattutto per la capacità di tenere sempre in movimento il pallone. Fateci caso: Pirlo non lo stoppa mai, nel senso che non lo ferma mai, il primo controllo è spesso un dribbling sull'avversario. E' questo il segreto del suo calcio superbo. Come lo era di Zidane.
P.S. L'Italia di Roberto Donadoni gioca un calcio straordinario. Migliore, molto migliore di quello di Lippi (che, se si resta sul piano del gioco tralasciando il pur fondamentale carattere, al Mondiale ha vinto difendendosi e poco più). Magari all'Europeo non si vince una mazza, però gli azzurri divertono. Al libero basta e avanza.
P.S. L'Italia di Roberto Donadoni gioca un calcio straordinario. Migliore, molto migliore di quello di Lippi (che, se si resta sul piano del gioco tralasciando il pur fondamentale carattere, al Mondiale ha vinto difendendosi e poco più). Magari all'Europeo non si vince una mazza, però gli azzurri divertono. Al libero basta e avanza.
martedì 5 febbraio 2008
Un gioco al massacro
Al libero è sembrata una follia proporre una classifica "virtuale" senza errori arbitrali. Come se poi fosse facile quantificare il peso di un episodio nell'economia di una partita. Vedere la Juventus capolista "onesta" o il Milan come la squadra più penalizzata è un gioco, è vero, ma un gioco al massacro. E di sicuro non alimenterà l'idiozia di certi tifosi... No no...
lunedì 4 febbraio 2008
Il portiere del futuro
Per quale motivo andare a cercare Boruc, Frey e simili? Non l'avete visto Zelijko Kalac quant'è bravo? Il Milan non ha bisogno di sostituire Nelson Dida, che a 34 anni è pure vecchio. Eh no, il portiere del futuro è già in casa. E di anni ne ha 35...
Occhiali e onestà
Allora, Tagliavento è stato inguardabile, non tanto per i rigori quanto per la conduzione di gara e per la volontà di compensazione. Però, sul colpo d'orecchio di Vannucchi possibile che il guardalinee non vede? Ma dove guardava? Quindi, va bene (anzi, va male) Tagliavento, ma da sospendere è soprattutto l'assistente (credo Petrella, oppure De Luca).
Altra piccola sottolineatura: Tagliavento e l'assistente sono due orbi, ma Stankovic come lo vogliamo giudicare? Calcia sull'orecchio di Vannucchi e si gira verso il guardalinee per chiedere il rigore. I casi sono due: o Stankovic è un disonesto, o il colpo d'orecchio non era così facile da vedere...
Altra piccola sottolineatura: Tagliavento e l'assistente sono due orbi, ma Stankovic come lo vogliamo giudicare? Calcia sull'orecchio di Vannucchi e si gira verso il guardalinee per chiedere il rigore. I casi sono due: o Stankovic è un disonesto, o il colpo d'orecchio non era così facile da vedere...
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